Se c’è un mezzo robusto e affidabile è l’Isuzu D-Max. In un contesto caratterizzato da terreni aspri e pendenze impegnative, il rinnovato pick-up Isuzu D-Max giapponese ha potuto dimostrare il proprio valore su percorsi misti stradali e in fuoristrada, dando come sempre prova di quella filosofia costruttiva che dal 1916 caratterizza il marchio giapponese.
Si chiama Monozukuri il concetto giapponese di progettare con cura e badare unicamente a ciò che serve, dunque senza il superfluo, per dare vita a strumenti di lavoro durevoli e funzionali.
Oltre al nuovo motore 2.2 ritorna la cabina singola per chi vuole sfruttarlo al massimo come mezzo da lavoro. E resta disponibile, oltre che con il nuovo cambio automatico a 8 marce, anche con il manuale a 6 marce.

Stessa potenza più coppia
La novità più rilevante di questo aggiornamento risiede sotto il cofano, dove debutta il nuovo motore diesel siglato RZ4F 2.2 4 cilindri, che va a sostituire il precedente e apprezzato 1.9 4 cilindri. Gli ingegneri non hanno cercato un incremento della potenza massima pura, che infatti rimane identica a prima di 164 CV a 3.600 giri. Il vero obiettivo del progetto, sviluppato espressamente per le esigenze del mercato europeo, era migliorare l’erogazione e la prontezza di risposta nei regimi di rotazione più utilizzati nel lavoro quotidiano, ovvero tra i 1.500 e i 2.500 giri. La trazione è 4×4 inseribile con riduttore e blocco del differenziale posteriore.

La coppia massima sale infatti a ben 400 Nm, espressi in modo costante tra i 1.600 e i 2.400 giri, contro i 370 Nm del vecchio 1.9. Ancora più sorprendente è il comportamento ai bassissimi regimi, dato che già a 1.000 giri il nuovo motore mette a disposizione 255 Nm contro i soli 160 della versione precedente. Questo incremento, che sfiora il cinquantasei percento nelle ripartenze da fermo, si traduce in una fluidità di marcia eccezionale quando si viaggia a pieno carico, durante le manovre di traino o nell’affrontare i passaggi fuoristrada più tecnici.
Se sente che c’è tanta coppia, anche nelle salite più ripide. Il telaio a longheroni e il ponte torcente dietro si sentono su dossi e buche, ma è un piccolo prezzo da pagare per avere un mezzo robusto, con una grande capacità di carico e con grandi capacità in fuoristrada. L’abitacolo, in compenso, è confortevole e ben arredato, pur mantenendo una robustezza che un pic-up duro e puro come l’Isuzu non può non avere.

Motore rinforzato e nuovo cambio
Per gestire questo sensibile incremento di coppia e garantire i massimi standard di affidabilità, la struttura del motore ha subìto modifiche profonde. Il monoblocco è adesso più rigido ed è sormontato da una testata completamente riprogettata. All’interno si muovono nuovi pistoni a basso attrito con rivestimento in grafite, collegati a un albero motore e a bielle inedite.
Anche il turbocompressore a geometria variabile è stato aggiornato, parallelamente a un’ottimizzazione dell’intero sistema di scarico. Dal punto di vista dei costi di gestione, l’efficienza complessiva è favorita da soluzioni intelligenti ereditate dal precedente modello, come la distribuzione a catena che non richiede manutenzione, il recupero automatico del gioco valvole e gli iniettori trattati con un rivestimento speciale ad altissima resistenza. I consumi e le emissioni dichiarati nel ciclo combinato rimangono allineati al passato, intorno ai 9 l/100 km.

Il comportamento dinamico beneficia in modo evidente anche della nuova trasmissione automatica fornita dalla giapponese Aisin, che passa dalle vecchie 6 a 8 marce con tanto di ridotte e blocco del differenziale posteriore nella modalità 4L. Questo cambio permette di sfruttare al meglio l’elasticità del motoretta per i professionisti che preferiscono una gestione tradizionale, Isuzu mantiene comunque in gamma la trasmissione manuale a 6 marce, a sua volta rivista nella spaziatura delle marce e nella manovrabilità della leva.
Capace in off-road
Su strada e soprattutto nei tratti non asfaltati, il nuovo D-Max mette in luce le qualità di un telaio robusto progettato sfruttando il grande know-how del marchio nel settore dei veicoli industriali. Il comportamento sui terreni difficili è supportato dal blocco del differenziale posteriore, ora presente di serie su tutta la gamma. Le capacità operative rimangono ai vertici della categoria, con una portata utile che sfiora la tonnellata e una capacità di traino frenato che raggiunge i tremilacinquecento chilogrammi.

Le novità estetiche e ADAS
Sono le meno importanti, forse, per chi cerca un mezzo funzionale come l’Isuzu D-Max, ma anche l’occhio vuole la sua parte. Esteticamente il veicolo introduce un frontale più marcato, caratterizzato da tre feritoie superiori che ottimizzano il flusso d’aria verso il radiatore e celebrano idealmente le tre generazioni della storia del modello.
Un grande lavoro è stato svolto anche sul fronte della sicurezza attiva, con l’introduzione di sistemi avanzati come la frenata automatica d’emergenza, il monitoraggio dell’angolo cieco e il mantenimento attivo della corsia. Per facilitare le manovre negli spazi stretti debutta inoltre una telecamera con visione a 360 gradi.
A proposito di gradi, l’Isuzu D-Max ha un angolo di attacco di 30.5 grandi, di dosso di 22,9 gradi e di uscita di 24,2 gradi. Numeri da vero fuoristrada, se non per un angolo di uscita meno ampio (come su tutti i pick-up) a causa del cassone.

I prezzi e gli allestimenti
Il listino ufficiale per il nuovo Isuzu D-Max 2.2 parte da una base di 33.000 euro IVA esclusa per la versione d’attacco, configurata principalmente per un uso professionale. La gamma si articola su quattro allestimenti ben distinti, che crescono per dotazioni tecnologiche, sistemi di sicurezza e finiture estetiche, arrivando fino a un tetto massimo di 45.300 euro IVA esclusa.
Quattro gli allestimenti previsti per il mercato italiano
- B-Strong: quello d’accesso, che ora include già di serie il cruscotto semi-digitale da 7 pollici e i fondamentali sistemi di sicurezza attiva.
- Evolution: quello intermedio, che bilancia dotazioni tecnologiche e praticità per il lavoro quotidiano.
- Prestige: variante più curata nei dettagli e orientata al comfort di bordo per i lunghi trasferimenti.
- Nitro Sport: il top della gamma, che aggiunge una caratterizzazione estetica più aggressiva e tecnologie esclusive, come la nuova telecamera a 360 gradi.
