Gli incentivi per il rinnovo del parco dei veicoli commerciali sono ormai a un passo dall’entrata in vigore. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato sul proprio sito il testo definitivo del DPCM dedicato al comparto automotive, già “bollinato” dagli organi competenti. L’unico passaggio ancora necessario è la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che renderà operativo il provvedimento e consentirà l’avvio delle procedure per la richiesta dei contributi.
Chi potrà beneficiare degli incentivi
La misura è rivolta alle piccole e medie imprese che svolgono attività di trasporto merci, sia in conto proprio che in conto terzi, e prevede agevolazioni per l’acquisto di veicoli commerciali nuovi delle categorie N1, con massa fino a 3,5 tonnellate, e N2, con massa superiore a 3,5 tonnellate e fino a 12 tonnellate, purché immatricolati in Italia. L’intervento interessa le imprese dell’autotrasporto impegnate nella distribuzione urbana e regionale, ma anche artigiani, aziende di servizi, imprese di manutenzione e numerose realtà produttive che utilizzano quotidianamente furgoni e autocarri leggeri come strumenti di lavoro.

Contributi fino a 20.000 euro
L’entità del contributo sarà determinata in base alla massa del veicolo, alla tecnologia di alimentazione scelta e all’eventuale rottamazione di un mezzo più vecchio. Per i veicoli completamente elettrici (BEV) e a idrogeno (FCEV) sono previsti incentivi compresi tra 2.000 e 16.000 euro in assenza di rottamazione, che salgono a 4.000-20.000 euro qualora venga contestualmente demolito un veicolo appartenente alla stessa categoria. Per i modelli con motorizzazioni tradizionali, invece, il contributo sarà riconosciuto esclusivamente in caso di rottamazione di un veicolo fino a Euro 4. In questo caso l’importo varierà tra 2.000 e 10.000 euro, sempre in funzione della massa del nuovo mezzo acquistato.
Le condizioni per ottenere il bonus
Il decreto stabilisce inoltre alcuni requisiti precisi. Il veicolo destinato alla demolizione dovrà essere intestato all’impresa beneficiaria da almeno dodici mesi, mentre quello nuovo dovrà rimanere nella disponibilità dell’azienda per almeno ventiquattro mesi, così da garantire l’effettivo rinnovo del parco circolante.
Incentivi validi anche per il noleggio a lungo termine
Il decreto apre anche al noleggio a lungo termine. Le imprese potranno infatti beneficiare degli incentivi anche scegliendo questa formula, purché il contratto abbia una durata minima di tre anni. In questo caso sarà la società di noleggio a dover trasferire integralmente il contributo pubblico al cliente, attraverso una riduzione dei canoni previsti dal contratto.

Stanziati 180 milioni di euro fino al 2030
Per sostenere il piano il Governo ha stanziato 180 milioni di euro fino al 31 marzo 2030. Una quota pari al 40% delle risorse disponibili ogni anno sarà riservata esclusivamente ai veicoli a zero emissioni, cioè elettrici e a idrogeno, confermando la volontà di favorire la progressiva decarbonizzazione del trasporto commerciale leggero.
Ora si attende la Gazzetta Ufficiale
Nonostante il decreto sia ormai nella sua versione definitiva, le imprese dovranno attendere ancora qualche giorno prima di poter presentare le domande. Solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, infatti, il provvedimento acquisterà efficacia e potranno essere attivate le piattaforme informatiche dedicate. Successivamente saranno pubblicate le istruzioni operative che definiranno modalità, tempistiche e procedure per l’accesso ai contributi, aprendo ufficialmente una misura molto attesa da un comparto chiamato a rinnovare un parco veicoli tra i più anziani d’Europa.
Le immagini sono state create con la IA
