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Normativa italiana e possibili scenari futuri

L’oggetto del desiderio a quattro ruote? Negli anni Novanta lo erano le monovolume, nei “Duemila” le SUV. Oggi le SUV sono ancora sulla breccia, ma chi vuole qualcosa di nuovo – e qualcosa per distinguersi – guarda ai pick-up. Grandi, spavaldi, dal sapore a stelle e strisce, ma anche pratici e con grandi doti in fuoristrada, hanno però un grande limite, almeno in Italia: è prevista esclusivamente l’immatricolazione come autocarro.

PICK-UP: IMMATRICOLAZIONE AUTOCARRO N1

Al momento non ci sono alternative: un pick-up, di qualunque marca e modello, può essere immatricolato solo come autocarro N1, ovvero adibito al trasporto di merci. Tra l’altro dal 1998 non è più possibile immatricolare un veicolo  per il trasporto promiscuo di persone e cose.

Si tratta di una regola alquanto controversa, perché i nuovi pick-up a doppia cabina, dotati di tutti i comfort, possono essere tranquillamente utilizzati come una normale automobile ad uso esclusivamente famigliare. Basti pensare ai nuovi modelli di categoria premium come il nuovo Mercedes Classe X, tanto confortevole quanto alla moda.

L’ACQUISTO DI UN PICK-UP COME PERSONA FISICA

La questione legislativa e quella fiscale sono ben separate. Nonostante l’immatricolazione come autocarro, chiunque può acquistare un pick-up, anche una persona fisica, quindi senza alcun beneficio fiscale. Eppure un privato che acquista un pick-up non è libero di utilizzarlo per spostarsi in compagnia della propria famiglia senza violare il Codice della Strada. Vediamo il perché.

COSA DICE IL CODICE DELLA STRADA

Il punto della questione è proprio questo: il Codice della Strada. Un autocarro, per legge, è un veicolo destinato al trasporto di cose, non di persone. Dunque trasportare dei passeggeri su un pick-up va contro la legge, a meno che gli eventuali passeggeri siano addetti al carico (all’uso oppure al carico e allo scarico del carico). E questa regola vale sempre, anche se il pick-up è stato acquistato da un privato senza aver beneficiato di alcuna detrazione dell’IVA e deduzione dei costi per l’acquisto del veicolo.

Va detto, invece, che i pick-up possono essere guidati anche durante il weekend senza incorrere in sanzioni. L’importante, ancora una volta, è l’utilizzo conforme all’immatricolazione di autocarro, ovvero senza trasportare passeggeri non addetti al carico.

E se il carico fosse estraneo all’attività lavorativa? Ad esempio, un padre e un figlio con gli sci nel cassone. La legge, su questo punto, non è chiara, e i pareri sono discordanti. La legge recita che  “è necessario che l’agente accertatore abbia prova inconfutabile della qualifica di dette persone”. Il rischio, insomma, permane.

PASSEGGERI NON ADDETTI AL CARICO: LE SANZIONI

Alcuni rischiano, ma il rischio è tutt’altro che piccolo. Usare un pick-up per trasportare passeggeri non addetti alle cose trasportate va incontro a una possibile multa da 80 a 318 euro e alla sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione per un periodo che va da 1 a 6 mesi, fino a un massimo 12 mesi in caso di recidiva.

Ancora più grave farsi “pizzicare” dalle Forze dell’Ordine con uno o più passeggeri sul cassone senza l’autorizzazione della Motorizzazione civile: oltre alla sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione è prevista una multa di 422 euro.

L’ASPETTO FISCALE

L’aspetto fiscale è del tutto separato da quello del Codice della Strada. Come abbiamo detto, l’acquisto di un pick-up da parte di un privato – e questo vale anche per l’acquisto di un furgone adibito al trasporto di merci – non rappresenta affatto un problema per la legge. Ovviamente non avrà alcun beneficio fiscale, esattamente come se acquistasse una qualunque automobile.

Le imprese, invece, possono dedurre l’IVA e detrarre i costi di un pick-up (d’acquisto e di manutenzione) nella misura prevista dalla legge.

IL BOLLO E L’ASSICURAZIONE

Un’altro aspetto dei pick-up riguarda la tassa di possesso e l’assicurazione. Per quanto riguarda il bollo, il calcolo viene fatto non sulla potenza del veicolo – come nel caso delle automobili – bensì sulla portata. E, in molti casi, si va a spendere di più.

L’aspetto assicurativo è quello più critico. In primo luogo perché la compagnia di assicurazione potrebbe, in caso di uso improprio di un autocarro (vedi trasporto passeggeri non addetti all’uso o al carico e scarico delle cose trasportate), intraprendere un’azione di rivalsa in caso di incidente con colpa. In secondo luogo perché il premio assicurativo, ovvero il costo della polizza, è quasi sempre più alto rispetto a quello di un’autovettura.

LE PROSPETTIVE FUTURE

L’acquisto di un pick-up ad uso strumentale da parte di un’impresa comporta dei benefici fiscali da parte dell’impresa stessa. In questo caso è corretto, quindi, che il veicolo venga utilizzato al servizio dell’azienda, e in quanto tale non è un problema il fatto che non possa prendere il posto dell’auto di famiglia.

Un (augurato) cambio della normativa, invece, si rivela fondamentale per i privati che desiderano acquistare un pick-up. Pagano l’IVA, non ammortizzano il costo dell’acquisto né i costi di gestione nel 730. A quale pro mettere i bastoni tra le ruote ai produttori e ai loro clienti?