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Renault Master 2024, test drive a Bordeaux

Dopo la vetrina transalpina del Solutrans e quella italiana del Transpotec, il Renault Master ha affrontato la prova su strada nella magnifica cornice della campagna di Bordeaux. Un test che, diciamolo subito, è stato superato brillantemente. Il lavoro di modernizzazione e restyling del furgone fatto dalla casa francese ci ha infatti restituito un veicolo di quarta generazione brillante, dalla ripresa vivace, dotato di grande stabilità e con uno sterzo veramente docile e maneggevole, specie nella versione elettrica E-Tech.

Vediamo ora punto per punto i vari step del test drive del large van Renault.

L’originale design “Aerovan”

La caratteristica del Master che si evidenzia fin dalla prima occhiata è il design assolutamente originale ed efficiente. Il nuovo furgone è infatti più aerodinamico del 20%  per quanto riguarda l’SCx  rispetto alla generazione precedente, un risultato dovuto alle linee più filanti del cofano corto e al parabrezza inclinato in avanti (da 45° a 40° di orientamento). Altri elementi che sono stati ottimizzati: il tetto spiovente, la parte posteriore con linee più sottili, gli specchietti retrovisori esterni più penetranti e le guide d’aria inserite nei paraurti. L’effetto complessivo è sia elegante che imponente, grazie anche all’inserimento dei gruppi ottici full LED di derivazione automobilistica C-Shape.

Il frontale presenta una griglia molto grande e vistosa con il nuovo logo: una conformazione che permette di ridurre del 25% i consumi di elettricità  – e di conseguenza aumentare l’autonomia – e di abbassare di 39 g/km le emissioni di CO2, equivalenti ad oltre 1 litro di carburante. La parte posteriore è invece rimasta praticamente uguale per omaggiare il Master degli anni Novanta, anche se il disegno dei fari è un po’ più elaborato.

Più pratico il portellone laterale, che in larghezza è aumentato di 40mm, per cui ora è possibile caricare un pallet intero anche dal lato. Anche il vano di carico è più lungo (100 mm).

Dal punto di vista del colore, il modello da noi provato aveva la tonalità di lancio Blu Agave, ma è possibile scegliere fino a 7 standard e più di 300 tinte speciali. Questa dell’ampia personalizzazione, tra l’altro, è una caratteristica precipua che emergerà praticamente in ogni particolare del van.

Elettrico fluido, silenzioso e con lo sterzo “leggero”

Venendo alla guida, abbiamo provato la versione elettrica del Master sia da da 105 kW e 300 Nm (Long Range) che quella da 96 kW. In entrambi i casi la prima cosa che ci ha impressionato è la scorrevolezza e fluidità di movimento del furgone, seguita dalla sua silenziosità e dalla capacità di accelerazione veramente di alto livello per un veicolo così “massiccio”. Ma forse il dato più sorprendente è quello riferibile allo sterzo: il passo ridotto e l’avantreno rivisitato offrono infatti un’ottima maneggevolezza, con un diametro di sterzata di 1,5 m che, nella versione L3, permetterà anche un facile utilizzo urbano.

I veicoli elettrici erano caricati con un pallet di ben 400 kg, su un carico utile massimo di 1.625 kg, dato che la versione E-Tech sopporta 200 kg in più rispetto alle varianti diesel.

Diesel robusto e pratico

A proposito del diesel, provato nel pomeriggio, è sempre il 2.0 dCi, disponibile in quattro proposte (105, 130, 150 e 170 CV). La reattività è sicuramente buona e i consumi sono limitati, ma il cambio manuale a 6 marce fa rimpiangere in parte l’automatico dell’elettrico. Tra i pregi ovviamente l’autonomia maggiore e la capacità di rifornimento più rapida, tra gli svantaggi la rumorosità e una certa rigidezza del comportamento su strada.

Interni confortevoli e visibilità a tutto campo

Sedendosi al volante, si ammira subito la grande visibilità, grazie alle ampie vetrate e alla sagoma del parabrezza profilata verso il basso che aumenta la visione diretta. La cabina è particolarmente confortevole, nonostante una certa rigidità dello schienale. Il selettore di marcia si trova direttamente dietro il volante, in una posizione veramente comoda.

Apprezzabile anche il nuovo cruscotto a forma di S orientato verso il conducente, soprattutto per la presenza di tanti vani e cassetti portaoggetti, anche sottotetto e comunque tutti a portata di mano. Interessante anche la scelta del display da 10’’ e del volante regolabile in più direzioni per una migliore posizione di guida.

In modalità office lo schienale del sedile centrale che ripiegato si può trasformare in tavolino, con la seduta sollevabile per accedere al vano in cui riporre il PC. Per lo smartphone c’è un apposito spazio antiscivolo e di fianco due prese USB-C.

Qualche perplessità sollevano i portabevande laterali che dovrebbero anche servire da base di appoggio per aiutare la salita sul van, ma che se occupati da bottigliette d’acqua ostacolano la vista inferiore dello specchietto esterno.

Utilissima infine la telecamera nello specchietto posteriore che assicura una perfetta visibilità della zona retrostante: insieme ai sensori di parcheggio questa soluzione permette manovre sicure e semplici in retromarcia.

Tante scelte possibili

Nell’ammirare la distesa di veicoli presso lo Chateau Lafitte pronti alle prove di guida, non si può non pensare alla grande possibilità di scelta della gamma Master: tre lunghezze, 40 sagome disponibili e due capacità di stoccaggio dell’energia (40 kWh  e 180 km di autonomia e 87 kWh  e oltre 410 km di autonomia). Si possono così coprire veramente tutte le possibili missioni di trasporto. E’ poi in arrivo per il 2025 una versione a idrogeno, di cui però non si sanno ancora i particolari.

Avanzate idee tecnologiche

Renault non si è certamente risparmiata sulla tecnologia per il suo Master. Il sistema di infotainment Open R Link è di serie su tutte le versioni e permette di utilizzare tutte le app di Google  (Play Store, Google Maps, Waze, EasyPark e Vivaldi Browser).

Mossa intelligentissima del costruttore francese è stata poi quella di aprire il suo software ai partner in fase di conversione. Sullo schermo di serie, infatti, compare l’app dei convertitori  e il conducente può così gestire ad esempio la temperatura del frigo, le luci o altri dispositivi.

Sono inoltre presenti le utili funzioni V2X, cioè Vehicle To Load (V2L) e Vehicle To Grid (V2G), con cui è possibile ricaricare i dispositivi esterni (V2L, dal veicolo ai dispositivi elettrici) con una presa nell’abitacolo, nel vano di carico o mediante un adattatore da collegare alla presa di ricarica. Questo vale sia per gli strumenti portatili (attrezzi, apparecchiature informatiche) che per gli equipaggiamenti integrati nei veicoli predisposti dagli allestitori (furgone frigorifero, portellone motorizzato, ecc.), collegabili direttamente alla batteria. Viceversa il veicolo potrà essere connesso alla rete e fornirle energia dalle sue batterie (V2G, dal veicolo alla rete elettrica), grazie al caricabatterie bidirezionale.

Per la sicurezza ben 20 ADAS

Nulla da eccepire, infine, sulla sicurezza. Il nuovo Master è dotato di 20 sistemi avanzati di assistenza alla guida. Tra i principali: l’assistente di stabilizzazione laterale, la frenata automatica di emergenza (AEBS), il Trailer Assist e l’Intelligent Speed Assist, che aiuta il conducente a guidare nel rispetto dei limiti di velocità. Una piccola chicca il QRescue, un QR code che permette ai vigili del fuoco di avere subito la scheda tecnica per trovare le zone d’alta tensione in caso di incendio e quindi spegnerlo più facilmente.