Dopo i furgoni delle consegne urbane, l’elettrico arriva alle auto di servizio. Cosa guardare quando l’auto serve per lavorare.
Le imprese stanno passando all’elettrico e all’ibrido plug-in un tipo di veicolo alla volta. Hanno cominciato dai furgoni delle consegne urbane, dove percorsi ripetitivi e rientro serale in sede hanno reso abbastanza semplice pianificare l’addio al motore termico. Ora tocca alle vetture di servizio.
Sono le auto che accompagnano il lavoro senza portare merce. Le usano agenti di commercio, tecnici, consulenti e titolari di piccole imprese che affiancano al veicolo commerciale un mezzo per raggiungere clienti e cantieri. Molti scelgono un SUV di taglia media, per lo spazio e la seduta alta. E l’offerta elettrificata, con l’arrivo di marchi nuovi per il mercato italiano, si è allargata parecchio.
Criteri da auto da lavoro
Un’auto aziendale si valuta con un metro diverso da quello dell’acquisto privato. Conta il costo d’uso per tutto il periodo di impiego. Conta il fisco. Conta avere un’officina autorizzata vicino alla sede, e poter ricaricare dove il mezzo resta fermo. Su questo terreno si confrontano due tecnologie con vocazioni diverse: l’elettrico puro, adatto a chi conosce in anticipo i propri chilometri, e il plug-in, che lascia aperta la porta alle trasferte lunghe.
Tra i costruttori che hanno portato in Italia entrambe le soluzioni c’è Geely, con il SUV elettrico E5 e il SUV ibrido plug-in Starray EM-i.

Il SUV ibrido plug-in Geely Starray EM-i (a sinistra) e il SUV elettrico Geely E5 (a destra).
E5, l’elettrico per percorsi prevedibili
La E5 dichiara fino a 450 km di autonomia nel ciclo WLTP e in ricarica rapida passa dal 30 all’80% in circa 20 minuti. Il primo dato interessa chi rientra ogni sera in sede o a casa e ha una presa propria: una giornata di lavoro normale si chiude spesso senza soste. Il secondo pesa su chi ha un’agenda irregolare. Basta una fermata breve, magari durante una pausa o un appuntamento, per riportare la batteria a un livello utile.
Starray EM-i, la plug-in per chi viaggia
La Starray EM-i percorre fino a 136 km in modalità solo elettrica (WLTP), abbastanza per coprire buona parte degli spostamenti urbani e suburbani di una giornata. Oltre quella soglia entra in gioco il motore a benzina e l’auto si comporta come un’ibrida, senza obbligare a pianificare le soste. È la scelta di chi alterna città e trasferte fuori regione, come gli agenti con zone ampie o i tecnici chiamati lontano dalla sede.
Una condizione però c’è. Il plug-in conviene se lo si ricarica con regolarità. Guidato quasi sempre a batteria scarica perde buona parte del vantaggio, e chi gestisce la flotta deve metterlo in conto, per esempio con un punto di ricarica in azienda.
Fisco, garanzia e assistenza
Sul piano fiscale la differenza più evidente riguarda le auto date ai dipendenti in uso promiscuo. La Legge di Bilancio 2025 ha modificato l’articolo 51 del Testo unico delle imposte sui redditi, e oggi il valore del fringe benefit dipende dall’alimentazione. Imponibile più basso per le elettriche, fascia intermedia per le plug-in, la più alta per tutte le altre motorizzazioni, ibride tradizionali comprese. La regola vale per i veicoli concessi dal 1° gennaio 2025, con un regime transitorio per quelli ordinati entro fine 2024 che l’Agenzia delle Entrate ha chiarito nella circolare n. 10/E del luglio 2025. Deducibilità dei costi e detrazione dell’IVA seguono regole separate, da vedere con il proprio consulente.
Poi c’è la garanzia. Su E5 e Starray EM-i la casa prevede 6 anni o 150.000 km sul veicolo e 8 anni sulla batteria, un dato che per chi tiene l’auto a lungo pesa sulla pianificazione delle spese e sul valore di rivendita. La rete di vendita e assistenza in Italia è in crescita, e conviene verificarne la copertura nella zona in cui opera l’impresa: un’officina vicina vuol dire meno giorni di fermo. L’elenco dei concessionari, insieme a schede tecniche e configuratore, è su geelyitalia.com.
Il ruolo dei concessionari
Per PMI e partite IVA il punto di riferimento resta la rete dei concessionari, che possono proporre soluzioni dedicate in base al numero di veicoli e all’uso previsto. «Per un’azienda il conto vero si fa sugli anni in cui l’auto lavora», osserva Marco Santucci, managing director di Geely Italia. «Per questo i nostri concessionari costruiscono con PMI e partite IVA soluzioni pensate intorno a come l’auto verrà usata».
Dai primi di dicembre arriva nelle concessionarie anche la E2, compatta elettrica a cinque porte. Può interessare chi affianca ai mezzi commerciali una vettura agile in città, che non teme qualche tragitto fuori porta.
Nelle flotte di servizio, intanto, il mix tra elettrico e plug-in si deciderà sui numeri. Chilometri percorsi davvero, colonnine disponibili lungo i percorsi.
